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Il Gravido: una storia di concepimenti e abbandoni. Cerco un'ostetrica. |
Ci abito da un po', e ne parlo il giusto per non essere esagerato.
A Torino la gente preferisce comprimersi, ancor prima che esprimersi.
E' una città completamente in contraddizione, e inciampa essa stessa nella geometrica voglia di coerenza che intercorre tra le sue vie, le sue facce, i suoi lavori in corso, la genesi nobile, il presente distinto e il passato operaio.
E' la città giusta per fare della musica elettronica da cantina ma con macchinari nuovi, europei ed efficienti, tanto per capirci.
Mi piace molto, ci vivo bene, ci lavoro discretamente e ci cammino volentieri attraverso.
I bar sono bar, e questo mi conforta.
Non ci sono spettri, nè falsi nè cortesi, nemmeno tra gli stessi torinesi, i dialetti sono tanti e la divisione in caste è sempre la stessa. Io sono bianco, benestante e faccio un mestiere socialmente accettato, quindi non dovrei soffermarmi tanto su questo punto.
Infine, Torino di notte mi permette di godere, giacchè amo gli scenari arancio-metropolitani, fatti in macchina a più di 50 all'ora, tra una zebra sull'asfalto e un semaforo protagonista di giorno, pavido di notte.
Ho bisogno di un agrume.
O di qualunque cosa che, spremuta, mi possa inondare di materiale appiccicoso.
Non mi fraintendo, intendo qualcosa di nutriente.
Non mi fraintendo ancora.
Ho bisogno di un bel pompelmo, da tagliare alle due estremità, come se ne estraessi le calotte polari.
Poi opererei un foro da parte a parte con lo stesso coltello, e lo schiaccerei senza pietà sul mio petto pronto ad accoglierlo. Poi, subito: bagnoschiuma e shampoo per nascondere il tutto prima che non arrivi nessuno.
Un agrume è quello che ci vuole.
Quando sono di fronte a un bivio, mi rifaccio sempre a queste massime, tutte elaborate durante la degenza post-operatoria dal mio vicino di letto, nel 1992.
- L'infedeltà è il meglio della vita.
- La saggezza è la morte della fantasia.
- Chi non vede non vuol vedere.
- C'è un posto per ogni cosa.
- Chi cerca il sapido digiuna di certo.
- Non esiste divinità senza sensibilità.
- La battaglia è il preludio della pace.
- Vicino ogni meraviglia c'è sempre miseria.
- Chi ha pane non è pane.
- Violenza e tolleranza cugini di stanza.
e ancora...
- Ogni livido è un capitolo di storia.
- Spegnere la luce, scaldare un'anima.
- Il protagonismo succhia la volontà.
- Un'opportunità segue l'altra.
- In amore si parla la lingua universale.
- Mattiniero è ciarliero.
- Voglia di scappare, debito da onorare.
- Due mg di Protazen a poro, assicurata nausea d'oro.
- La sopportazione è il purgatorio in terra.
- Bravo e bello, sorriso e capello.
Ho deciso di arrotondare un pò, quindi perdonatemi, ma da oggi dovrò onorare i miei sponsor nei post.
Agguati ovunque,
se avessi scelto almeno
di parlarmi.
Uscire,
e fiori dis-appassiti
rispondano
di noi.
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In porto,
conduco
il mio vascello forato.
Tu, sguattera di te stessa,
impara.
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o ravviva un'alternativa.
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Balaustra
Rispondo a telefono, e dall'altro lato mi apostrofano con un bel "pronto".
Converso quanto devo conversare, e dall'altro lato vedo svogliato desiderio di ascoltarmi.
Abbasso la cornetta, e il rumore di plastica su plastica è l'ultimo della giornata.
Mi arrampico sul soppalco e pronuncio l'ultimo "Amen" del giorno.