Il Gravido: una storia di concepimenti e abbandoni. Cerco un'ostetrica.

20/03/2006
Dal lancio al lincio

Essendo ufficialmente caporedattore di un giornale sportivo, ogni mattina devo leggere la rassegna stampa del settore. Stamattina, eccezionalmente, l'ho fatto per davvero.

Sulla "Gazzetta", in ultima pagina, emarginato rispetto al resto dell'informazione c'era un articolo che trattava della condanna e della proibizione da parte di un'agenzia Onu di una disciplina praticata da tempo in diverse parti del mondo anglosassone: il "lancio del nano".

Consiste in questo: una persona la cui statura deve oscillare tassativamente tra i 65 e i 99 centimetri viene imbracata e lanciata da energumeni su appositi materassi. Il nano che percorre la distanza maggiore in lunghezza vince. E con lui vince anche il lanciatore.


Il campione del mondo

Nella foto: Il campione del mondo

Alla messa al bando del gioco (si tratta ovviamente di una condanna morale, senza effetti immediati nelle legislazioni dei Paesi in cui si pratica) si sono opposti, ovviamente, i nani stessi, che ora non hanno di che nutrirsi. A favore, invece, oltre ai soliti ciarlatani sui diritti e i doveri inalienabili dell'uomo, i nani stessi, ma quelli che non partecipano. Si tratta, ovviamente, di invidia nei confronti dei colleghi più fortunati.

Il clima in cui si gioca al "lancio del nano" non è oxfordiano: si tratta di feste della birra, rave bestiali o sagre di paese, ma non è questo che conta.

Ciò che conta è che se esistesse il lancio del giornalista io vorrei essere lanciato, se questo mi porta felicità. E gli altri giornalisti, frustrati dalla mia mancanza di dignità, si sfoghino nel linciarmi, mentre altri si sfogano nel lanciarmi.

Ciò che conta, inoltre, è che il principio etico numero uno dovrebbe essere condannare una cosa che nuoce in maniera maggiore rispetto a quanto dà benefici agli interessati. E qua mi sembra che a parte i nani invidiosi (perché non li fanno giocare) non ci sia gente che ne risenta.


Nella foto: L'Ipod Nano. In questo caso la parola Nano è servita al lancio del prodotto

Più libertà. Più lanci di nani. E dico a te, Onu, smettila di dirmi che i nani e le ballerine non vanno lanciati, e che i pantaloni pistacchio non vanno messi sotto un maglione rosso rubino. Smettila perché io non ce l'ho, un maglione rosso rubino. Onu, non ti voglio bene più.

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19/03/2006
Punto.

“Ogni giorno ha un’alba, e tu sei il mio mezzogiorno”.

Questo sms ho ricevuto pochi istanti fa.

Dopo averlo esaminato e interpretato, ho cominciato a darmi seriamente delle arie. Se sono mezzogiorno vuol dire che cado a picco sulle teste delle persone. Vuol dire che io, a differenza di tutti gli altri maschi, punto alla mente delle donne, provo a innescare un sottile gioco di intesa con esse, al di là del loro corpo, elemento che onestamente più di tanto non mi attrae.

Ogni ragazzo dà un voto a ogni donna,
io invece provo a ricordare il suo profumo.

Ogni ragazzo elabora una strategia per ogni donna,
io invece mi propongo come me stesso, esortando lei a fare lo stesso. E’ bello che due anime con una propria storia si incrocino.

Ogni ragazzo fa sogni erotici su una donna,
io invece immagino di poter scrivere un romanzo a quattro mani con lei.

Ogni ragazzo si fa bello per una donna,
io invece provo a condividere ogni aspetto, anche quello meno bello, con lei. Perché è importante fondere tutto. Prendere spontaneità, distillarla e restituire generosità e trasparenza.

Ogni ragazzo fa regali a una donna,
io invece provo a costruire cose insieme a lei, perché tutto ciò che viene messo su insieme è il più splendido dei doni.

In un mondo che cambia frenetico mi piace pensare che ancora conti la purezza.

348/5255410. Anche non automunite. C’ho la Punto.

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13/03/2006
Giustizia sia fatta

"Mamma, io esco, vado a fare la manifestazione"
"Copriti bene che c'è vento. Per che cosa manifestate?"

Era troppo tardi per rispondere quando B.P., ragazzo milanese di 20 anni, aveva già premuto la "T" nel suo ascensore. Quando il dovere civico chiama, tutte le persone con un minimo senso civico sono chiamate a dare un segno.

"La sovversione non è un diritto, ma un dovere", afferma Francesco Caruso, ragazzo dalla "fedina penale lunga due metri", capo spirituale di quella minoranza organizzata che sa che la "rivoluzione non russa". Almeno, non russa prima delle 5 del mattino, per poi riprendere con calma alle 3 del pomeriggio.
"La sovversione, innanzitutto, è un reato penale", risponde Girolamo Mangone, barista di Faenza.

C'è chi le elezioni vuole vincerle e lavora per farcela, per tentare di dare un valore reale alla propria capacità di avere idee sui problemi del Paese, e siamo noi del cuneo che va dai Ds a Mastella (Mastella escluso).
C'è chi le elezioni vuole vincerle, ma non sa farlo. Il numero uno, Romano Prodi, ad esempio.
C'è chi dei valori reali, delle idee sui problemi del Paese e delle elezioni non gliene frega niente. E sono tutti quelli a sinistra del buon senso. A sinistra dell'idea che le vetrine vanno lasciate integre. A sinistra dell'idea che un poliziotto che ti prende mentre tiri sassi è sacrosanto che ti arresti. A sinistra dell'idea che la gente non ha alcuna voglia di sentir gridare per strada. Se a gridare, per giunta sono i Carusini.

A sinistra della sinistra, insomma. Un posto che politicamente non esiste. Non deve esistere.
Arrivo a sospettare che la democrazia sia un regime con dei difetti irrisolvibili proprio guardando la forza blanda del manganello su certi deficienti.

Quarantadue arresti per gli scontri di Milano.
Tutti gli altri sono davanti al carcere di San Vittore, per protestare coi loro "liberi tutti". Altro pretesto, altro slogan, altra ganja fumata davanti agli sbirri.

Liberi tutti noi di andare a farci un giro in macchina, e guardarli in faccia. Uno a uno. Che poi con loro facciamo i conti l'11 aprile.

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12/03/2006
Biscotti solo biscotti

Scegliere è un po'  decidere di suicidare una parte di te. Sotto terra.

Poi la riprendi, ti risvegli, decidi che hai vent'anni.

Scegliere è un dovere morale nei confronti del tuo stomaco.
Scegliere è divertente, è eccitante.

Per confessioni di cui pentirsi.
Per allusioni di cui lagnarsi.
Per sottomissioni di cui vantarsi.
Per passioni di cui spogliarsi.

Ho deciso di non rinviare più. Domani mattina, chi mi farà compagnia, la bionda o la mora?

1.

2.

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05/03/2006
La tenia questa settimana

Oroscopo della settimana per il mio segno (6-13 marzo):

Famiglia

Tornate a casa e vostra figlia vi accoglierà con un bacetto calorosissimo, vostra moglie vi sussurrerà nell'orecchio che la suddetta figlia alle nove esce con le amiche e lei ha preparato una cosina tanto speciale che si prolungherà all night long. Ma proprio quando un vostro prozio australiano creperà lasciandovi il 30% della Australian Airlines verrete svegliati, alla fermata dove sonnecchiavate, dal passaggio nel vostro segno del Saturno barrato.

Lavoro

Finalmente riuscirete a parlare alla vostra segretaria, spiegandole che il vostro cognome termina con la "a" e non con la "e". Esaltati da questo successo vi sentirete talmente gratificati da non curarvi dell'ennesimo scherzo fattovi dai colleghi: questa settimana sarà il turno dell'imbuto, del brodo caldo e del divaricatore.

Amore

State attraversando un periodo fantastico, durante il quale raggiungerete nuovi traguardi di intimità col vostro partner abituale. Ormai state riuscendo a raggiungere un equilibrio perfetto fra la vostra mente e il vostro arto superiore, rasentando l'autosufficienza tanto sperata. Il passaggio di Mercurio nel vostro segno vi farà ricevere un messaggio inatteso, ma si tratterà della solita troia maniaca degli smiles. Consiglio: gli scottex accartocciati sul vostro letto cominciano a farsi tanti.

Sesso

C'erano un inglese, un francese e un italiano...

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