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Il Gravido: una storia di concepimenti e abbandoni. Cerco un'ostetrica. |
Devo cambiare città, nel mio quartiere sanno tutto di me...

...e ne sono invidiosi.
Il sabato di Pasqua non credevo nelle risurrezioni ma mi sforzai di farlo per poter spaccare l'uovo;
il 30 aprile ero disoccupato, ma mi feci assumere proprio per poter far festa il giorno dopo;
il primo giugno ero francese, ma presi la nazionalità italiana per poter sentire mia la festa della Repubblica;
il 14 agosto ero in montagna e scesi giù a mare per poter fare i gavettoni a Ferragosto;
Il 24 dicembre ero ateo e mi convertii apposta per poter mettere il bambinello nel presepe;
oggi è 13 febbraio, e non m'è riuscito il giochetto.
"Una costola incrinata e due vertebre fuori asse".
Questo il resoconto informale, signor edicolante.
Così la prossima volta impari a darmi la bustina con tutti doppioni. E dire che te l'avevo chiesto esplicitamente.

Il calcio, nel mio cuore, non si ferma mai.
(in foto: una bustina di quattro album fa)
Oggi ho cucinato per venticinque persone.
Ne ho invitate ventiquattro perché mi interessava la presenza di una. E così, a pranzo, ho cucinato per venticinque.
Capitolo 2 - Il menu
Due chili e mezzo di pasta, qualcosina in meno di condimenti vari. Tre padelle in azione per il soffritto e un quarto d’ora di Gratì per il parmigiano grattugiato.
Poi il secondo: rombo al vapore con gorgonzola e frittelle di zucchine come contorno. Valli a prendere tu sei chili di rombi, e valle a tagliare tu a fiammifero diciotto zucchine.
Caffè, un litro, per finire, preceduto da cinque sacher di trenta centimetri di diametro.
Capitolo 3 - L'approccio
Quando tutti sono andati via ho trattenuto per la camicia l’unica persona che m’interessava, a quel pranzo. Le ho lanciato uno sguardo inconfondibile e sono stato corrisposto.
Tutto quello che ci serviva era una trapunta, e il nostro fazzoletto di terra in riva al fiume.
E poi, ovviamente, i piatti: li abbiamo presi tutti, avvolti con cura con la Bassetti“Tropical Island”, caricati nel bagagliaio e portati su una sponda del Volturno, a trecento metri dal punto d’immissione del Lete.
Capitolo 4 - La gara
Lì è l’ideale perché non passa nessuno, né di fronte né di sopra, e c’è una collinetta senza ghiaia che sembra fatta apposta.
Abbiamo aperto il fagotto e, una volta steso sull’erba umida, abbiamo dato il via alle danze.
Il primo è fuori: bam, mancato. Questa è una doppia di piatti fondi: bam bam, preso preso.
Capitolo 5 - Finale
Ho vinto io per tre punti. Come da accordi i cocci galleggianti li raccogli tu oltre, naturalmente, a cucinare la prossima volta, Filippo Lungo Fucile.