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Il Gravido: una storia di concepimenti e abbandoni. Cerco un'ostetrica. |
Questo post, per me, ha un altissimo valore simbolico.
Ma, in tutta onestà, non mi va di raccontarvi le cose di spessore che mi riguardano.
Se scrivessi "Stanotte ho fatto un sogno, bellissimo, e c'eri tu... ormai non ho dubbi: ti voglio", quante persone potrebbero sentirsi vagamente oggetto di questa frase? Diciamo X, minore di 10 ma maggiore di 1.
Se scrivessi invece "Stanotte non riuscivo a dormire. Il pensiero di te mi trivellava. Ormai non ho dubbi: ti odio", le stesse X persone, meno di 10 ma più di 1, potrebbero sentirsi ancora una volta oggetto.
Perché?
E' così facile vivere nell'ambiguità? Così comune lasciare spazio a una babele estremamente promiscua di nomi dati alle persone, di nomignoli coi quali farsi chiamare?
Più che facile è bello. Fantastico. Io ci sguazzo, ne godo e mi strofino. Ma so anche che ne morirò, sommerso dalla schiuma. Purché sia la mia schiuma. E qui sono ancora una volta ambiguo, cameratescamente doppiosensista.
A molti piace l'odore di benzina, ad altri quello delle panetterie che, a notte fonda, cominciano a infornare.
A me, personalmente, piace l'odore di toilette marziale che si sente nei box-wc degli autogrill. Una fragranza organica, decisa, sicura, affidabile, che risveglia un senso di protezione.
Cerco persone per condividere pareri su questa passione. Contattatemi, nel caso. So che siete tanti.
Se domani fosse il mio compleanno, e se domani dessi una festa con tutti i crismi del caso, con tanto di Più Gusto e Dj.
Se, inoltre, invitassi indistintamente qualunque lettore/rice di questo blog,
chi di voi verrebbe?
Ho bisogno di saperlo per un check dell'affetto in entrata e anche per capire quante gassose devo comprare.