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Il Gravido: una storia di concepimenti e abbandoni. Cerco un'ostetrica. |
Da qualche tempo scorro su un binario troppo didascalico.
Devo cambiare città, nel mio quartiere sanno tutto di me...

...e ne sono invidiosi.
Stanotte sono riuscito a dormire ventisette ore.
E nonostante tutto nessuno ha reclamato i miei sogni.
Piuttosto, mischio un altro grammo di formaggio al tempo, così da poter alternativamente riposare.
Torino è come se fosse il mio fegato ricomposto, oltre ogni epatico torpore.
Dopo averla fatta, non mi sono lavato le dita.
E ora, sulle dita, mi porto ancora quell'odore tipico di roba organica indefinita, parente lontana ma comunque parente, di ciò che magari alletta la nostra gola.
L'ho fatta, e non mi sono lavato le dita.
E non è stato un gesto che si oppone alla consuetudine e basta. E' stato un tentativo di portarsi con sè un pezzo di giornata. Un pezzo di intimità, anche solo per lo sfizio di avere ventisei falangi rosa e due più scure, quella della pulitura dei marroni.
L'ho fatta, e guardo orgoglioso, ormai da ore, la striscia sottounghia, che piano piano va colorandosi in maniera infausta ma efficiente.
L'ho fatta e non mi sono lavato le dita,
che poi vivo solo e neanche mi piace, la torta di castagne.